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martedì 24 settembre 2019
venerdì 20 settembre 2019
Isaia Sales
Isaia
Sales
dialoga
con
Gianfranco
Nappi
Direttore
rivista Infiniti Mondi
Raimondo
Vadilonga
Avvocato
partecipano
Fulvio
Frattasio
Pres.C.S.
“G. La Pira San Giorgio a C.
Antonio
Daniele
Pres.Ass.
La Città Flegrea – Pozzuoli
Modera
Ciro
Biondi
Giornalista
24
Settembre ore 17,00
Complesso
Turistico Agave
Pozzuoli
lunedì 26 agosto 2019
Christopher Legrady
Christopher
Legrady
da
ragazzo sognava di essere molte cose, ma di certo non uno scrittore.
Sin
dai tempi della scuola è sempre stato un tipo con la testa tra le
nuvole, sempre a sognare ad occhi aperti e costruire mondi
impossibili nella sua mente. Conclusi gli studi si è ritrovato a
guardare di più se stesso e a scoprire una passione che lui stesso
non aveva capito di avere finché, quasi per gioco, non si è messo
alla scrivania con carta e penna e ha cercato di rendere un po’ più
reale ciò che viveva solo nella sua testa. Ora ha venticinque anni e
vive a Budapest, in Ungheria.
Il
cielo limpido e luminoso, Raech ed Ashlee della specie dei cinerei,
stanno volando sopra la foresta. L’improvvisa carenza di animali e
la scoperta di un attacco degli umani a un loro villaggio, li mette
in allarme. Forti e impavidi decideranno insieme ad altri cinque
amici di specie diverse di scoprire cosa sta succedendo. Raech,
Ashlee, Jessie, Elizabeth, Tommy, Max e Sarah scopriranno villaggi
distrutti e nuovi robot creati dagli umani. Lotteranno contro belve
feroci. L’autore ci trasporta in un mondo straziato a metà: da un
lato la foresta verde e lussureggiante abitata dai cinerei, dagli
erborei, dagli acquatici e dai nocturni e dall’altro la foresta di
pietra e metallo degli umani. Un romanzo di genere, avvincente e
avventuroso, un viaggio alla scoperta di se stessi, oscuro e
rivelatore. Un’opera visionaria in cui si affronta soprattutto un
grande tema:
la paura dell’altro, del diverso.
Le
sembrava quasi che dicessero: Siamo i soli degni di esistere”.
“Si
chiese come facessero gli umani a vivere isolandosi dal mondo in quel
modo: allontanavano tutto e tutti con la violenza, per poi barricarsi
dietro a quelle alte mura. L’unica cosa per cui c’era spazio
erano essi stessi. Lo trovava un atteggiamento
egoista e vanitoso.
Europa
Edizioni
giovedì 27 giugno 2019
Cristina Penco

L'autrice Cristina Penco, genovese classe 1980 è laureata in Scienze della Comunicazione all’Università
di Bologna. Dal 2006 vive a Milano. Giornalista professionista
collabora come freelance con testate nazionali come «Lei Style» e
«Vero», spaziando dal mondo delle celebrities all’intrattenimento,
fino a costume e società. Ha lavorato nella redazione televisiva di
Detto Fatto di Raidue. Si è occupata anche di imprenditoria,
management e leadership. Negli ultimi anni si è appassionata sempre
di più alla storia e alle vicende delle famiglie reali europee, in
particolare a quella inglese.
Era
un'attrice affermata, ha mollato la recitazione per vivere il sogno:
sposare il principe Harry. Ma a corte non è tutto semplice:
l'etichetta, la tradizione millenaria, l'attenzione – a volte
eccessiva – delle cronache rosa possono essere soffocanti. Meghan,
però, non si lascia schiacciare, il suo obiettivo è quello di
cambiare, col suo comportamento spontaneo, certe regole vetuste. Il
libro “Meghan Markle, la duchessa ribelle”, racconta le
vicissitudini della nuova duchessa di Sussex
“Anche
le donne adulte sognano il principe e vivono nella fantasia delle
fiabe come da bambine”. Sono le parole di Meghan Markle, scritte
sul suo blog in occasione del matrimonio di William e Kate, quando la
giovane attrice non immaginava nemmeno che sarebbe diventata la
moglie di Harry. Invece a volte le strade delle vita si incrociano in
maniera inaspettata, trasformando in realtà quello che nemmeno si
osava sperare.
Ma
se il matrimonio con Harry ha cambiato la vita a Meghan, anche lei ha
mutato diverse dinamiche in casa Windsor. A raccontare la
'rivoluzione' portata dall'attrice americana nell'ingessata monarchia
britannica è Cristina Penco.
edito
da Diarkos.
lunedì 17 giugno 2019
Aldo A.Mola
Ha dedicato mezzo secolo allo studio di
Giolitti.
Contitolare della Cattedra Théodore Verhaegen di Bruxelles, è il più autorevole storico della massoneria in Italia e ha scritto numerose
biografie, oltre a opere sulla monarchia in Italia, l’unificazione nazionale, la crisi del 1922 e sul Referendum monarchia-repubblica del
2-3 giugno 1946. Dal 1982 collabora con l’Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e con l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici (Napoli). Oltre a dirigere l’Associazione di studi storici
Giovanni Giolitti (www.giovannigiolitticavour.it),
Contitolare della Cattedra Théodore Verhaegen di Bruxelles, è il più autorevole storico della massoneria in Italia e ha scritto numerose
biografie, oltre a opere sulla monarchia in Italia, l’unificazione nazionale, la crisi del 1922 e sul Referendum monarchia-repubblica del
2-3 giugno 1946. Dal 1982 collabora con l’Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e con l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici (Napoli). Oltre a dirigere l’Associazione di studi storici
Giovanni Giolitti (www.giovannigiolitticavour.it),
presiede il Comitato scientifico del mensile «Storia in Rete».
Dal 1980 è Medaglia d’Oro per la Scuola, la Cultura e la
Scienza. Gli sono stati conferiti
il Premio presidenza del Consiglio dei ministri (2003) e la Targa
d’Argento del Presidente della Repubblica (2005). Nel 2017 ha concorso
alla traslazione delle Salme di Vittorio Emanuele III e della Regina
Elena nel Santuario-Basilica di Vicoforte, in provincia di Cuneo
il Premio presidenza del Consiglio dei ministri (2003) e la Targa
d’Argento del Presidente della Repubblica (2005). Nel 2017 ha concorso
alla traslazione delle Salme di Vittorio Emanuele III e della Regina
Elena nel Santuario-Basilica di Vicoforte, in provincia di Cuneo
Ha
cercato di evitare l'intervento dell'Italia nella Prima
guerra
mondiale e ha capito il pericolo del fascismo sin dall'inizio della sua
affermazione, nel 1922.
mondiale e ha capito il pericolo del fascismo sin dall'inizio della sua
affermazione, nel 1922.
Il
saggio ricostruisce in modo dettagliato la figura di
Giolitti partendo
proprio dall'ultimo atto, la sua uscita di scena corrispondente
all'ingresso nel panorama politico-istituzionale di Benito
Mussolini.
Da lì, viene poi ripercorsa la straordinaria carriera politica
di Giolitti, che fu cinque volte presidente del Consiglio
dei ministri
tra il 1892 e il 1921. Deputato dal 1882 alla morte, ministro
del
Tesoro e delle Finanze (1889-1891) nel governo presieduto
da Francesco
Crispi, e dell’Interno in quello guidato da Giuseppe
Zanardelli
(1901-1903) fu il motore della svolta liberale di inizio Novecento
e delle grandi riforme politiche, economiche e sociali
che affermarono
l’Italia tra le grandi potenze. Tra le sue principali
riforme,
si ricorda il varo del diritto di voto universale
maschile (1912-1913).
Nel 1914 tentò di scongiurare il coinvolgimento dell’Italia nella
Grande guerra: aveva capito che l'intervento bellico non
avrebbe giovato
alla nazione. Avrebbe richiesto un tributo enorme di vite e risorse
e sarebbe stato devastante per gli equilibri interni
e internazionali.
Monarchico,
liberale e democratico, non vide di buon occhio l'avvento
del
fascismo e nel 1924 votò contro il governo Mussolini.
“Chiunque
avesse
voluto un vero progresso – si legge nel libro di Mola –
avrebbe
dunque
dovuto puntare non sul Mussolini al volante di un bolide fermo,
in
cerca d’un futuro ignoto a lui medesimo, ma sullo Statista solido
e
pacato,
consapevole di sé e dei problemi in campo”. Cioè su Giolitti,
che
legò il nome alla stagione più fiorente del Novecento: l’ultima
di
vera
e piena indipendenza dell’Italia.
Rimane
insuperato statista della Nuova Italia.
Rusconi
Editore
martedì 11 giugno 2019
Apollonio Rodio Argonautiche
Di
Apollonio (III sec. a.C.) vi sono poche notizie sicure: la
nascita
nell’Egitto tolemaico (ad Alessandria o a Naucrati), l’incarico di
bibliotecario presso la celebre Biblioteca di Alessandria, il soggiorno a Rodi e il rapporto diretto con Callimaco, il più importante poeta ellenistico.
nell’Egitto tolemaico (ad Alessandria o a Naucrati), l’incarico di
bibliotecario presso la celebre Biblioteca di Alessandria, il soggiorno a Rodi e il rapporto diretto con Callimaco, il più importante poeta ellenistico.
Le
Argonautiche sono l’unica sua opera rimastaci per intero, mentre di
altri suoi testi rimangono solo dei frammenti. Scrisse
anche una serie di poemi di fondazione, relativi a Rodi, Alessandria,
Cauno, Cnido, Naucrati e Lesbo, nonché un poemetto su leggende egizie intitolato Canopo.
Sonja Caterina Calzascia è dottore di ricerca in Filologia greca e
latina nell’Università di Bologna. Ha pubblicato la monografia Il carme 64 di Catullo e le Argonautiche di Apollonio Rodio (Bologna, 2015) e diversi contributi sulla poesia antica e umanistica. Il suo campo d’interesse principale è rappresentato dalla poesia epica.
anche una serie di poemi di fondazione, relativi a Rodi, Alessandria,
Cauno, Cnido, Naucrati e Lesbo, nonché un poemetto su leggende egizie intitolato Canopo.
Sonja Caterina Calzascia è dottore di ricerca in Filologia greca e
latina nell’Università di Bologna. Ha pubblicato la monografia Il carme 64 di Catullo e le Argonautiche di Apollonio Rodio (Bologna, 2015) e diversi contributi sulla poesia antica e umanistica. Il suo campo d’interesse principale è rappresentato dalla poesia epica.
Le
Argonautiche di Apollonio Rodio,
Uno dei capolavori della letteratura
ellenistica e frutto di una ricerca poetica volta ad un originale
rinnovamento dell’epica omerica, con la raffinata tecnica
letteraria alessandrina e non senza un certo humour, presentano uno
dei miti più famosi dell’antichità, quello degli eroi che sulla
nave Argo si recano in Colchide per impadronirsi del vello d’oro.
Il capo della spedizione, costretto ad intraprendere il viaggio suo
malgrado, è Giasone, che Apollonio rappresenta con tratti più umani
che eroici in senso tradizionale. Il vello viene conquistato grazie
alle arti magiche di una ragazza colchica, Medea, che si innamora
dell’eroe greco, dunque non ancora la più nota madre vendicativa
che uccide i figli. Tutti i personaggi che popolano l’opera –
umani, divini e mostruosi – si muovono in suggestivi paesaggi, sia
reali sia fantastici, particolarmente vicini alla sensibilità
moderna.
Rusconi
Libri
lunedì 3 giugno 2019
Veduta Leopardi
VEDUTA
LEOPARDI
Da
un'idea del Poeta Costanzo Ioni
Da
Giovedì 6 Giugno 2019 ore
18,00 e i tre Giovedì successivi
lunedì 27 maggio 2019
mercoledì 15 maggio 2019
Giuseppe Albano
Filosofo nel senso classico del termine, non fa parte di quel conclave del linguaggio in cui, da più di un secolo, si sono chiusi i filosofi e dal quale non sono riusciti a proclamare neanche un papa filosofico.
L’uomo e la sua ombra: la duplice natura di «essere» e «non essere» che distingue l’uomo da ogni altro ente; che costituisce l’essere stesso dell’uomo; che fa dell’uomo ciò che è.
In quella sua duplice ed antitetica veste, l’uomo è un perpetuo avvicendarsi di due momenti inseparabili eppure inconciliabili: un frenetico quanto inutile rincorrersi di due figure in un doppio labirinto senza una via d’accesso comune. [...]
[…] In questa epoca di incredibile degrado morale, dove si vuole tutto e subito – senza avere la minima idea di cosa sia quel tutto che si vuole –, dove il sacrificio viene bandito, dove del matrimonio si vuole prendere solo la luna di miele, dove del Mare si percepiscono solo le barche lussuose, del Cielo solo la meteorologia e di se stessi solo la biologia, c’è bisogno di un nuovo uomo, dell’uomo vero, di quell’uomo che è diventato solo un lontanissimo «tu devi».
“L’uomo e la sua ombra” segna il ritorno di Zarathustra, con l’annuncio della necessità di un nuovo umanesimo, basato questa volta su una interpretazione del cristianesimo che deve portare l’uomo a coincidere con la figura di Gesù. I temi fondamentalmente sono due: 1) l’idea che la duplicità umana rappresenti non un limite per l’uomo ma, al contrario, l’essere nella sua autenticità, in un capovolgimento della filosofia kantiana; 2) il pericolo di una imminente fine dell’uomo determinato dal più grande nemico che egli abbia mai intravisto, e che lo può portare, proprio nell’epoca in cui ha la possibilità di riconoscere quella sua duplicità come la più alta forma esistenziale, ad annullarsi nella più terribile delle unicità: l’omologazione.
"L'uomo e la sua ombra" segna anche il ritorno della filosofia al suo linguaggio classico, dopo che, da più di un secolo, si è persa negli oscuri meandri di quella scienza che intimorisce solo a nominarla: ermeneutica
KDP
- Amazon
domenica 12 maggio 2019
Raffaele Rizzo
Napoli è / o non è - sulla bellezza della lingua napoletana
Nello
spazio d’arte e di cultura WeSpace di Napoli,
nell’ambito delle
manifestazioni promosse da Willy Santangelo,
venerdì 17 maggio 2019
e dalle ore 18,30,
si svolgerà il Vernissage della personale poetica
- poesie a parete, intitolata "Napoli è / o non è", con i
testi e la regia di Raffaele ’Rizzo. La mostra poetica sarà
visitabile fino al 20 maggio, per poter leggere e osservare i testi e
le immagini che testimoniano dell’opera letteraria e teatrale
dell’autore napoletano
lunedì 25 marzo 2019
Luca Poli
Classe
1986, nato e residente a Pisa
Laureato
in Cinema, Musica e Teatro presso l’Università di Pisa.
Da
anni coltiva la passione per il teatro e per il cinema.
Ha
frequentato laboratori di teatro e corsi di scrittura creativa.
“Clochard”
è il suo primo romanzo uscito a settembre 2016 per Istos Edizioni,
premiato al concorso
letterario nazionale
“Argentario 2016”.
Da
pochi giorni è uscito il secondo romanzo “Baba Kunya – Una
strana mescolanza famigliare” per Carmignani Editrice.
Colline,
antiche città imperiali, incantatori di serpenti, oasi e palme del
deserto, per arrivare a comporre, pagina dopo pagina, un affresco
famigliare di rara suggestione emotiva.
Si
può vedere l’Africa tra le pagine di un libro?
Tiziana e Giulio sono una coppia di giovani sposi. Sono felici. L’unica cosa che manca loro è diventare genitori. Dopo numerose terapie Tiziana rimane incinta. La gravidanza procede bene e la nascita del piccolo Francesco viene accolta con grande gioia da tutta la famiglia. Ma qualcosa turba presto la serenità di amici e parenti. Perché il piccolo Francesco ha la pelle scura? Adesso la giovane Tiziana si trova con il suo bambino in Marocco alla ricerca di qualcosa o di qualcuno. Un viaggio che porterà tutti i protagonisti tra le dune del Deserto del Sahara, sarà occasione perfetta per conoscere se stessi, svelare segreti nascosti e far convivere persone che si detestano. Persone molto diverse tra loro che non hanno niente in comune, almeno in apparenza. Un bizzarro affresco di personaggi sotto il caldo cielo africano e i tentativi goffi di amalgamarsi formando uno strano impasto famigliare. Questi sono gli ingredienti principali di Baba Kunya secondo romanzo di Luca Poli conditi di umorismo e un retrogusto di curry.
Carmignani Editrice
lunedì 18 marzo 2019
Raffaele Sardo
Giovedì
21, in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO IN
RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE, vivremo una giornata
densa e ricca di appuntamenti. Inizieremo alle 8:30, nella piazza del
Comune, dove ci incontreremo con alcuni dei nostri alunni per
l'iniziativa "BimbiInBici": partiremo da lì e
raggiungeremo la scuola T. Barone in bicicletta. A seguire, lo
scrittore Rosario Eposito La Rossa, insieme ad Alessandro
Campaiola,
incontrerà i ragazzi di alcune classi delle scuole medie del
territorio e presenterà loro uno dei suoi libri, incentrato su fatti
e storie di camorra, a cui è stato particolarmente vicino.
A
concludere, alle 18, la presentazione di "La sedia vuota",
dello scrittore Raffaele
Sardo,
moderata dal giornalista Antonio
Salzano,
nella sala di rappresentanza della casa Comunale, a cui prenderanno
parte i familiari delle vittime innocenti di Cercola. Sarà un
giornata tutta dedicata al ricordo, alla memoria e al fattivo
impegno, ognuno con le proprie possibilità, di creare una solida
rete di cultura, di empatia e di "cura", affinché nessuna
famiglia dovrà mai più piangere nessun caro, a causa delle mafie.
Siete tutti invitati: in queste occasioni, più che in altre, abbiamo
bisogno di stringerci e di essere fortemente "comunità".
Antonella Ferraro - Assessore alla Cultura Comune di Cercola
Antonella Ferraro - Assessore alla Cultura Comune di Cercola
lunedì 11 marzo 2019
Giorgio Campo
56
anni, napoletano, bancario,
laureato
in scienza politiche , sindacalista.
Appassionato
di musica, fotografia, politica, vignettista e
attivista del movimento DemA e dell'Associazione
cultural-ambientalista Uècap, di cui è vice-presidente
"
Accumparette quase all'intrasatto
'a
luna argiento mmiez'o mare,
zenniavano
'e stelle allere allere,
comme
sbatteva 'o core 'mpietto a me."
E'
una raccolta di poesie scritte da Mario Campo, padre dell'autore, che il figlio Giorgio ha riscritto in un omaggio postumo.
Sono poesie prevalentemente in vernacolo e anche in italiano.
Un napoletano antico, classico, un napoletano carico di
passioni forti, intense. L'elemento che le accomuna è l'amore,
inteso nel senso universale della parola, per le persone, la vita, la natura, la bellezza del Creato.
Caratteristica principale di questi versi è la grande carica di
umanità che ha caratterizzato l'esistenza di Mario Campo.
Editore
: Youcanprint
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